Strada del Barolo e grandi Vini di Langa

La Strada del Barolo e grandi vini di Langa è un percorso segnalato che attraversa le colline della Langa del Barolo, abbraccia le cantine produttrici e le aziende agricole per offrire ai turisti la possibilità di incontrare il “re” dei vini nei luoghi della sua produzione. Il progetto, nato nel 2006, è realizzato dall’Unione di Comuni “Colline di Langa e del Barolo” e dall’Enoteca regionale del Barolo con l’approvazione della Regione Piemonte e del Distretto dei Vini “Langhe Roero e Monferrato”. La Strada del Barolo e dei grandi vini di Langa mette in mostra la ricchezza enogastronomica, culturale, architettonica e ambientale del territorio della Langa di Barolo.

La Strada del Barolo e grandi vini di Langa è un appassionante viaggio nel cuore e nello spirito delle Langhe: protagonista indiscusso il vino, ma sullo sfondo emergono in contrappunto il patrimonio di cultura e tradizioni. La Strada unisce i comuni di Alba, Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d’Alba, Dogliani, Grinzane Cavour, La Morra, Monchiero, Monforte d’Alba, Montelupo Albese, Novello, Roddi, Roddino, Rodello, Serralunga d’Alba, Sinio e Verduno: uno degli scenari più affascinanti che il territorio piemontese possa offrire, luogo d’origine di alcuni fra i rossi piemontesi più noti al mondo.

 

Percorrendo un tracciato fatto di salite, discese e piccole curve, nel giro di pochi chilometri s'incontrano tutti i comuni più famosi della zona, dallo stesso Barolo a quello di La Morra, da Monforte a Serralunga d'Alba a Verduno, in un continuo susseguirsi di rocche e torri medievali. Ad accogliere il visitatore a Verduno uno scenografico castello settecentesco circondato da vigneti. Durante i secoli il castello è stato una presenza costante nella vita della comunità e nei suoi rapporti con i feudatari. Quello attuale fu costruito dai Cajssotti alla fine della prima metà del Settecento su disegno di Juvarra. Nel corso dell’Ottocento divenne proprietà del re Carlo Alberto di Savoia che oltre a servirsene per la villeggiatura, vi impiantò una cantina per la produzione del Barolo, guidata dal celebre enologo Staglieno. All’inizio del Novecento fu dai Savoia alienato alla famiglia Burlotto che ne ridusse una parte a prestigioso albergo, il “Real Castello”. Il luogo più suggestivo del paese è la sua piazza erbosa, alla quale si accede, soltanto a piedi, da quella sottostante del Castello. Da vedere anche la Chiesa Parrocchiale di San Michele, del XII secolo. Il belvedere offre al visitatore lo scenario delle Langhe. Superato Verduno la strada sale sino ad arrivare al borgo di La Morra, posto in cima a un promontorio, che offre una splendida vista sulle colline vitate delle Langhe e sulle Alpi. L'impianto urbanistico della cittadina conserva sostanzialmente un assetto medioevale, con un tracciato a ventaglio e stradine spesso ripide dal selciato di ciottoli di fiume. In via XX settembre si può ammirare palazzo Falletti con l’attigua cappella della Madonna del Buon Consiglio. In piazza Castello sorge l’imponente torre civica ad uso di campanile del 1710. Su di un lato della piazza sono collocati i monumenti al Vignaiolo d’Italia e a Giuseppe Gabetti che scrisse la Marcia Reale. Da piazza del Municipio è possibile scendere in via Garibaldi per ripercorrere i Bastioni, antico cammino delle altissime mura che, in epoca medioevale, cingevano con le loro numerose torri e porte l’intero paese. Tali costruzioni furono però, tra il 1700 e il 1800, spianate e trasformate in passeggiate. Una meta da non tralasciare è la frazione Annunziata, a tre chilometri da La Morra, lungo la provinciale per Alba. È qui visitabile il complesso romanico-barocco dell’ex convento di San Martino di Marcenasco: il campanile e l’abside risalgono al secolo XV, la facciata è del 1684. Questo convento rappresenta il nucleo più antico di La Morra: qui i monaci coltivavano vigne di nebbiolo, moscatello e pignolo. Nelle cantine è allestito il Museo Ratti dei Vini d’Alba. Dal centro storico parte il sentiero del Barolo che scende sui bastioni, antiche mura della città, per proseguire tra i vigneti e chiudersi ad anello intorno al paese. Ma patria del Barolo è l'omonimo comune che si incontra poco oltre La Morra, al centro di una vasta conca collinare ricoperta di rigogliosi vigneti di Nebbiolo da Barolo. L'abitato è dominato dal castello dei Falletti, ora di proprietà comunale e sede dell'Enoteca regionale del Barolo. La storia del castello Falletti si ritiene avere inizio, vista l'assenza di documenti storici sulla sua nascita, nel X secolo, quando Berengario I consentì al feudatario locale l'erezione di una difesa efficace contro le frequentissime scorrerie degli Ungari prima e dei Saraceni poi. Di quella struttura originaria rimane ben poco: il mastio, ancora oggi visibile, fa parte di essa. La prima testimonianza scritta risale al ’200 in un atto di cessione di proprietà da parte dei signori di Marcenasco in favore del comune di Alba che, pochi anni dopo, lo cedette ai Falletti che lo ristrutturarono significativamente e ne fecero dimora stabile di un ramo del casato. La storia del prestigioso vino è nata qui, quando la moglie del marchese Carlo Tancredi, ultimo dei marchesi Falletti, incaricò il celebre enologo francese Louis Oudart di dare un nuovo indirizzo alle tecniche di lavorazione del vino prodotto nelle sue vaste tenute. Altro grazioso borgo di collina è Monforte D'Alba. Il suo centro storico si sviluppa a ventaglio con una serie di stradine che salgono verso l'area in cui anticamente si trovava il castello. Al suo posto sorge ora Palazzo Scarampi che, insieme con la Torre Campanaria e la piccola chiesa di Sant'Agostino, compone lo splendido scenario della piazza centrale. Durante l'estate, in occasione di concerti di musica classica essa si trasforma in un suggestivo auditorium all'aperto. Ai confini orientali della zona di produzione del Barolo si incontra, infine, Serralunga D'Alba. Se la particolare conformazione collinare del territorio rende questo comune particolarmente vocato alla coltivazione del Nebbiolo da Barolo, il suo originale impianto urbanistico vale già di per sé una visita. Il paese si è infatti sviluppato intorno al castello con le case disposte in due anelli concentrici, chiusi in un assetto tipicamente difensivo.