Strada del Vino Monferrato Astigiano

Il paesaggio monferrino – che oggi alterna vigne, campi, boschi e prati, comprese molte tartufaie specializzate – si snoda in un crescendo di filari sulle marne e sui tufi della storia. Qui tutte le stagioni consentono di sognare, incorniciando l’orizzonte con le maestose visioni delle Alpi, che appaiono vicinissime. L’itinerario di questa Strada del Vino disegna quattro aree tematiche, attraverso cui il visitatore può conoscere e gustare i prodotti tipici, la natura e la storia del Monferrato Astigiano.

Colline Alfieri: Sono dieci i Comuni di quest’area che, però, si caratterizza per le sue peculiarità: Cantarana è il paese delle acque potabili che ospita la sede dell’acquedotto comunale di Asti; San Martino Alfieri presenta una delle più belle regge piemontesi, opera di Benedetto Alfieri, lungo lo storico itinerario Asti-Alba che conta anche i castelli residenziali di Govone e Guarene. Degna di nota, la semplice dimora fatta costruire da Giuseppe Garibaldi nella frazione Saracchi, luogo natale della moglie Francesca Armosino. Una lapide commemora tutt’oggi quel gesto di gratitudine e riconoscenza verso colei che, prima di essere sua legittima consorte, gli era stata amorevolmente al fianco rischiarando i dolori con le tre gioie più grandi: Clelia, Teresita e Manlio.

Nella piazzetta posteriore alla chiesa parrocchiale, accanto al Municipio e sulla strada che da San Damiano entra in paese, si possono ammirare due belle fontane, una moderna e l'altra di gusto più antico che abbelliscono il paese. Otto cappelle, situate nelle frazioni Marelli, Firano, Pero, Quaglia e Saracchi, formano un ideale percorso campestre. Cisterna d’Asti – l’unico paese del Roero che appartiene alla provincia di Asti – ha raccolto nel suo castello un prezioso museo degli strumenti e dei mestieri tradizionali. È un tipico esempio di borgo di origine antica, cinto un tempo da mura e scarpate naturali e dominato da due complessi edilizi: il castello e la chiesa parrocchiale. Il castello medioevale risale all'XI secolo o XII secolo; la cisterna che custodisce al suo interno dà il nome al toponimo locale. Revigliasco è nota per il suo frutto principe, la ciliegia, protagonista delle fiere e modello di un costume carnevalesco, quello della “graffiona”. Oltre alle produzioni agricole e alle bellezze paesaggistiche, il paese riserva al visitatore anche altre sorprese di tipo storico, architettonico e artistico. Da piazza Vittorio Veneto, andando in direzione di Celle, oltrepassato il Borgo di san Martino, ci si trova, dopo avere percorso un breve tratto di strada in aperta campagna, sul colle del Cimitero, sul luogo dove sorgeva in antico il paese. Il colle merita una sosta per la sua posizione, forse la più bella del paese, dalla quale si può godere un bellissimo panorama che, nelle giornate limpide, permette di abbracciare quasi in un unico sguardo l'ampia valle del Tanaro, e le colline di Langa e Monferrato. Proseguendo la "strada della Serra", la strada verso Celle, si toccano le case Merlone e si passa dietro alla cascina del Castellero (conosciuta anche con il nome di villa Boero), già dei conti Roero di Revigliasco, poi degli Isnardi di Montà. Oltrepassato il poggio del Castellero e il gruppo di case di Rivoira Bassa, si comincia a intravedere tutta la zona collinare che degrada verso la valle del Barbare, le colline del Sandamianese, di Cisterna, del Roero. A salutare il visitatore "sulle fini di Revigliasco" è la graziosa cappelletta della Madonna della Grazie, simbolo di protezione.

Percorso del Romanico. È la parte centrale del Monferrato Astigiano, confinante a sud con il Comune di Asti e a nord con la piana del Po. Sono colline di media altitudine, in cui il vigneto è meno diffuso, anche se è in crescita intorno a Cocconato. Fittissima la rete di castelli antichi, mentre nelle campagne di intravedono numerose le piccole e straordinarie chiesette di stile romanico, in cui il blocco di tufo si alterna al mattone. Tanti e vicinissimi tra loro i paesini, molti dei quali presentano centri storici di notevole interesse (Cocconato, Montechiaro, Montiglio Monferrato, Piovà Massaia, Villa San Secondo). A Cocconato, parzialmente nascosta dagli alberi, la Torre è uno degli elementi caratterizzanti il paesaggio del comune monferrino. Oggi villa privata, l’edificio ha avuto una lunga ed interessante storia che inizia nei primi anni del X secolo. A quell’epoca i Conti Radicati, Signori di Cocconato, costruirono alla sommità della collina il loro castello, al quale si accedeva attraverso due porte. Parzialmente distrutti nel XIV e XV secolo, a seguito delle guerre tra Guelfi e Ghibellini e fra il Marchese di Monferrato e i Visconti di Milano, gli edifici fortificati vennero ricostruiti alla fine del 1400. Ma nel 1556 il castello, disputato tra tedeschi e francesi, venne da questi ultimi definitivamente distrutto e rimase pressoché intatta solamente la torre. Anche a Montiglio Monferrato da vedere il Castello le cui fondazioni paiono risalire al IX secolo, e fin dal X secolo esso costituì la roccaforte avanzata del Marchesato di Monferrato. La sua posizione, strategicamente molto importante, determinò il gran numero di assedi ed episodi guerreschi che lo videro coinvolto nel corso dei secoli. Nell’area del Castello di Montiglio Monferrato troviamo la Cappella di Sant'Andrea, che racchiude il maggior ciclo di affreschi trecenteschi di tutto il Piemonte. Non si conosce la data precisa di costruzione di questo edificio, né degli affreschi, anche se un documento del 1349 attesta già l'esistenza della cappella. Villa San Secondo presenta il centro storico poco rimaneggiato, vi si possono ammirare diversi edifici padronali sette-ottocenteschi. Non mancano scorci suggestivi attraverso le vie ben curate e caratteristiche.

Terre dei Santi: È la memoria di San Giovanni Bosco, di San Domenico Savio e di San Giuseppe Cafasso a dare il nome a quest’area collinare, che si sviluppa tra la piana di Villanova, Villafranca e Baldichieri fino al confine chierese con la provincia di Torino. È l’area della Freisa e della Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, ma anche dell’Abugnano e della Bonarda. Il gioiello architettonico di quest'area è costituito dall’Abbazia di Vezzolano (Albugnano). Secondo una leggenda la fondazione della chiesa risalirebbe a Carlo Magno; secondo la versione più attendibile, l'imperatore nell'anno 773 stava cacciando nella selva di Vezzolano, quando improvvisamente gli sarebbero apparsi tre scheletri usciti da una tomba, provocandogli un notevole spavento. Aiutato da un eremita e invitato a pregare Maria Vergine, egli volle edificare nel luogo dell'apparizione una chiesa abbaziale. L’Abbazia di Santa Maria di Vezzolano, che sorge ai piedi di uno dei più alti colli del Monferrato, dove gli artisti che vi lavorarono, quasi tutti ignorati, ispirandosi alla Fede ed all’amore per la Madonna, lasciarono vere opere d’arte, rimane, dopo tanti secoli di vita, uno dei monumenti meglio conservati di tutto il Piemonte e costituisce un affascinante richiamo per tutti coloro che amano l’arte. Accanto alla coltivazione della vite, si afferma in particolare l’attività produttiva agricola, soprattutto nel piccolo allevamento: qui c’è una specie pregiata di gallina, la “Bionda” di Villanova e Crivelle di Buttigliera, che dà vita al rinomato salame di Bionda.

Terre d'Aleramo: Prende il nome dal leggendario fondatore del Monferrato e si snoda all’estremo orientale del territorio; fa riferimento a Moncalvo, la città più piccola d’Italia, ma non solo. Ne fanno parte, per volontà dei Comuni, alcuni paesi della provincia di Alessandria, ma legati all’economia astigiana: Alfiano Natta, Altavilla Monferrato, Castelletto Merli, Odalengo Piccolo e Villadeati. L’accesso a questo percorso avviene in tre modi: da Moncalvo per chi proviene da Casale Monferrato (e dall’autostrada Voltri-Sempione), da Castell’Alfero per chi entra da Asti (e dall’autostrada Torino-Piacenza), da Altavilla Monferrato per chi entra da Alessandria. È particolarmente evidente qui uno stile architettonico caratterizzato dalla pietra da cantone (tufo), con una certa importanza per il vigneto (Ruchè, Barbera, Grignolino).