Strada del Vino Astesana

Astesana è il nome storico di un territorio specializzato nella produzione di vini, spumanti, grappe e dotato di una solida tradizione gastronomica. La Strada del Vino opera dal 2000 rappresentando 52 Comuni a sud di Asti e più di 200 imprenditori. Quando si esce da Asti verso Sud si entra in Astesana, una terra molto antica con decine di castelli a testimonianza di tante piccole capitali e di tante casate illustri. Astesana è la parte più feconda della provincia di Asti; oltre 50 paesi e città a pochissima distanza mediamente da 3 a 5 km tra di loro sono un invito alle passeggiate. La Strada del Vino ha preso il vecchio nome di Astesana e lo ha messo a tutela di otto percorsi, tutti condotti attraverso strade secondarie e tranquille, grandemente panoramiche, sulla cresta delle colline, che qui chiamano “le colline della qualità”. Canelli è la città in cui duecento anni fa è stato inventato lo spumante italiano e soprattutto lo spumante aromatico “Asti”.

I comuni interessati da questo percorso sono: Calosso, Canelli, Cassinasco, Castiglione Tinella, Loazzolo, Moasca, San Marzano Oliveto.

A Calosso, il cui nome deriverebbe da “Calocero” interpretazione medioevale di San Calogero, santo venerato a Calosso fino alla metà del 700, da vedere il monumentale castello. Il Castello vero e proprio, già della famiglia Roero di Cortanze nel XIV e da questa ristrutturato alla fine del Seicento, ha purtroppo in gran parte perduto l’originaria fisionomia per assumere le fattezze di una elegante dimora signorile di campagna. Tuttavia sul lato nord la fortezza cinquecentesca, con le sue bocche da fuoco e le feritoie delle casematte, è rimasta quasi intatta. Il Castello è caratterizzato dalla massiccia torre cilindrica ornata da archetti pensili e merli guelfi e dal portale tipicamente settecentesco sovrastato dallo stemma dei Roero di Cortanze. Il Castello fa parte del circuito dei “Castelli Aperti”, e nelle giornate di visita, i proprietari accompagnano i turisti attraverso l’antico salone, con stucchi tipicamente settecenteschi, la Cappella dedicata a Sant’Alessandro Sauli, i sotterranei, che danno risalto dimostrando come era la fortezza e il parco da cui si gode un panorama incantevole a 360°.

Anche a Canelli da vedere il Castello, oggi di proprietà della famiglia Gancia, che verso la metà del Seicento ha sostituito l'imponente maniero medievale distrutto nel 1617 durante la guerra contro il Monferrato. Di grande interesse le numerose Chiese barocche costruite tra il XVII e XVIII secolo con l'intervento dei migliori artisti dell'epoca. Le parrocchiali di San Tommaso e San Leonardo si impongono per la qualità degli arredi, mentre le confraternite di San Rocco e dell'Annunziata sono piccoli gioielli architettonici. Splendido il Centro Storico aggrappato alla collina, suddiviso nei due rioni del Borgo e di Villanuova, ricco di scorci e suggestioni antiche. Da Villanuova si dipartono meravigliose strade panoramiche, da cui è possibile godere vedute mozzafiato sull'Astesana verso Nord, sulle Langhe a Sud. L'aspetto più caratteristico che dona a Canelli una originalità, unica in Italia, è anche quello meno visibile: si tratta dell'esteso patrimonio architettonico delle cantine canellesi, vere "cattedrali sotterranee". Queste si snodano sotto tutta la città sprofondandosi per più piani nelle viscere delle colline tufacee, creando ambienti suggestivi, veri capolavori di ingegneria e architettura. Nelle navate delle "cattedrali sotterranee", ad una temperatura costante di 12-14 gradi, affidati alle amorevoli cure di "sacerdoti" che ne conoscono e custodiscono i segreti più reconditi, riposano e invecchiano i più prelibati vini canellesi.

Salendo i tornanti da Canelli, quando appaiono i primi noccioleti, alternati alle vigne in una geometria di figure e di colori che assume un fascino particolare in primavera e in autunno, si giunge a Cassinasco. È la porta della Langa Astigiana, il miglior benvenuto che questa terra di viti e di boschi, di torri e di pievi possa offrire a chi arriva da Asti, da Alba, da Canelli, da Torino. Anche qui da ammirare la Torre, ciò che rimane dell’antico castello, saccheggiato e dato alle fiamme dalle truppe franco sabaude, nel 1615, durante la guerra per la successione del Monferrato. Un tempo il castello di Cassinasco con la sua torre doveva avere estrema importanza strategica in quanto dominava la via che dalla valle del Belbo immetteva in quella della Bormida; qui si dipartivano i bivi delle piste medioevali di collegamento con Rocchetta Palafea, Loazzolo, Bubbio e Canelli, il cui tracciato è in gran parte ricalcato dalle strade odierne. La torre si presume sia stata eretta in epoca bizantina-longobarda, come altre presenti nella zona. Presenta pianta quadrata come quella di Cavatore, Terzo e olmo Gentile con una struttura molto massiccia, alta e con una pregevole pietra squadrata.

Prima che la Langa bassa si scontri con le ultime frange del Monferrato, nello sguardo alto appare Castiglione Tinella. Siamo ancora in provincia di Cuneo, anche se agli estremi confini; la città di Cuneo è lontana 90 km circa, come anche Torino, mentre 25 km ci dividono da Alba e da Asti. Il comune è posto ad una altezza di 408 metri e ha una superficie di 12 kmq sui quali risiedono i circa 900 abitanti. È costituito da un nucleo abitato centrale e da diverse frazioni; in una di queste si trova il Santuario dedicato alla Madonna del Buon Consiglio, dove nel 1675 avvenne il miracolo del dono della vista ad una giovane del luogo cieca dalla nascita, episodio che incrementò notevolmente il flusso di pellegrini a chiedere grazie o a renderle per miracoli e voti esauditi.

Il percorso termina a San Marzano Oliveto, il cui paesaggio ricorda a tratti quello toscano ed umbro per la sua quiete quasi mistica. Anche qui si erge il Castello, opera imponente e suggestiva, ora adibita a convegni, mani­festazioni e aste. Le sue antiche cantine con archi e volte ricordano l'interno di una cattedrale gotica e dalla sua splendida terrazza - giardino si ammira uno dei panorami più belli della zona. La chiesa parrocchiale, dedicata a San Marziano, sorge sulla piazza del Castello; ha uno stile rinascimentale classico, ad una navata, con presbiterio e coro in stile neoclassico.