Barbera del Monferrato Superiore

Il Barbera appare nel 1798, alla stesura della prima ampelografia dei vitigni coltivati sul territorio piemontese compiuta dal conte Nuvolone, sotto il nome di “Vitis vinifera Montisferratensis”.

Tale denominazione si doveva al nome storico della regione collinosa, centro principale ancora oggi, di coltivazione del vitigno Barbera: il Monferrato. Con ogni probabilità la varietà di uva Barbera è nata da uno spontaneo incrocio di semi di vitigni più antichi. È certo però, che le origini del vitigno Barbera sono antichissime. La Barbera del Monferrato è quella più beverina, con un’acidità pronunciata e ciliegie in evidenza.

Viene prodotto in circa 250 comuni nell'Alto e Basso Monferrato nella provincia di Alessandria e in parte in quella di Asti.

 Vitigno

Barbera minimo 85%; Freisa, Grignolino e Dolcetto, da soli o congiuntamente massimo 15%.

 

 

 Caratteristiche

Aspetto

Colore rosso rubino tendente al rosso granato con l’invecchiamento.

Profumo

Odore intenso e caratteristico, tendente all’etereo con l’invecchiamento.

Gusto

Sapore asciutto, tranquillo, di corpo, con adeguato invecchiamento più armonico, gradevole, di gusto pieno.

Gradazione

Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol.

Età ottimale

Il periodo di invecchiamento minimo obbligatorio, che decorre dal 1° novembre dell'anno di raccolta delle uve, è di 14 mesi, di cui almeno 6 in botti di legno.
 

 Zona di produzione

 Tipologie

  • Barbera del Monferrato Superiore.

 Calice e servizio

La Barbera del Monferrato Superiore va servita a 16-18°C in calice ballon.

 

 

 

 

 Abbinamento con i cibi

Per quanto riguarda gli accostamenti gastronomici, il Barbera del Monferrato Superiore accompagna carne rossa e selvaggina.