Produttori miele

Miele

  

Norme riguardanti l'allevamento delle api, la proprietà degli sciami, il commercio del miele, le multe per i furti di alveari o di prodotti apistici sono contenute in diversi documenti del XIII, XIV e XV secolo rinvenuti nelle province di Cuneo, di Torino, di Alessandria e di Novara. Queste notizie, anche se molto scarse, sono sufficienti per documentare che l'apicoltura era diffusa in tutto il Piemonte alla fine del Medio Evo.

La realtà apicola è importante in questa regione, dove operano circa 4.200 apicoltori con 151 mila alveari. Tra i tipi di miele prodotti in Piemonte possono essere ricordati, per le loro elevate caratteristiche qualitative, varietà monoflorali come: mieli di acacia, di brugo, di castagno, di lampone, di lavanda, di melata di abete, di melata di Metcalfa, di rododendro, di rovo, di tarassaco, di tiglio, di verga d’oro e millefiori.

In particolare per quanto riguarda il miele di castagno, il Piemonte è una delle regioni italiane dove si possono ottenere le più significative produzioni. La pianta è infatti diffusa in quasi tutta Italia, ma la fascia pedemontana piemontese è attualmente la principale zona di coltivazione di castagno da frutto. La specie è inoltre presente nella zona appenninica alessandrina ed in alcune fasce collinari del Roero e delle colline astigiane. Il miele che si può ottenere presenta una variabilità importante dovuta sia al luogo di produzione, ma soprattutto dalla presenza di altre fioriture in concomitanza. Negli ultimi anni si riscontra sempre più spesso la produzione di mieli che sono caratterizzati dalla presenza di castagno, ma nei quali è possibile individuare la compresenza importante di nettari diversi, al punto che sono sempre più rari mieli di castagno che possono essere considerati in purezza all'esame organolettico. Il nettare di castagno, infatti, spesso risulta per le api meno attrattivo di altre fioriture concomitanti quali tiglio o rovo, fiori di sottobosco, melate. Dal punto di vista commerciale vengono comunque riconosciuti quali monoflora di castagno tutti quei mieli dove la presenza del castagno è rilevabile all'olfatto e quindi al gusto con la sensazione di amaro a fine bocca che è considerata caratteristica.

Anche per il miele di castagno la provincia di Novara presenta spesso i campioni più rappresentativi (mieli decisamente amari) e contende alla provincia di Cuneo la palma delle migliori produzioni. Nel torinese e vercellese la presenza diffusa di tiglio non permette generalmente produzioni in purezza così come si considerano in genere meno puri i mieli delle zone collinari od appenniniche. In realtà il luogo di produzione è solo una delle variabili perché sia la compresenza di melata che l'andamento climatico diverso possono influenzare produzioni più o meno in purezza permettendo talvolta d'ottenere mieli pregevolissimi anche in zone meno vocate e viceversa.

Le produzioni miste, anche se possono essere considerate meno pregevoli dal punto di vista della purezza monofloreale, rappresentano, però, mieli molto interessanti ed apprezzate dal consumatore perché il sapore deciso del castagno, seppur presente, è attenuato (più fresco se presente il tiglio, più dolce e delicato quando vi è il rovo o la fioritura del prato, più dolce e pieno con maggior contrasto dolce-amaro se è presente melata).

Cos'è il miele?

Il miele è una soluzione zuccherina molto dolce, prodotta dalle api per nutrire le loro larve e per avere una riserva di cibo durante la stagione invernale. Le api operaie prima prelevano il nettare dei fiori e poi lo trasformano in miele dentro una sacca speciale che si trova nel loro apparato digerente. Il miele viene poi conservato in favi all’interno dell’alveare. Il miele d’api è composto di fruttosio, glucosio, acqua, enzimi e oli essenziali; è un alimento molto nutriente (100 grammi forniscono 330 calorie) e mentre il glucosio fornisce energia immediata, il fruttosio va a costituire una riserva energetica. Il colore e il gusto dipendono sia dalla fonte da cui è stato estratto il nettare che quanto tempo il miele risulta essere prodotto; in genere quello di colore chiaro è più pregiato di quello scuro. La cristallizzazione è un processo naturale che dipende dalla composizione e dalla temperatura. Prima di essere messo in commercio, il miele viene riscaldato a 66°C per sciogliere eventuali cristalli, quindi versato in contenitori sigillati per limitare il più possibile la cristallizzazione.