Produttori liquori

Liquori

Il Liquore è, in genere, una soluzione alcolica zuccherina a base di componenti vegetali ottenuti per loro distillazione, estrazione o diluizione. È quindi composto da acqua, alcool, zucchero, estratto o succo di frutta. Tali componenti devono essere assolutamente naturali in primo luogo per poter offrire al consumatore finale un prodotto sano; in secondo luogo perché soltanto così si ritroveranno nella bevanda profumi e gusti che ricordano inconfondibilmente la denominazione del liquore.
Vi sono poi Liquori monocomponenti o semplici, che contengono una sola pianta determinante ed eventualmente altre come aromatizzanti o correttive del sapore o del colore (Limoncello, Arancino, Nocino ...), e Liquori pluricomponenti o composti, contenenti, generalmente, miscele di vegetali, come ad esempio gli Amari.

Tra alcuni dei liquori tipici piemontesi si possono nominare: il Nocciolino di Chivasso, un liquore dolce al 24% di alcool a base di infuso di nocciole, classificato come "Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Piemonte"; il Vermut, vino aromatizzato da aperitivo inventato a Torino nel 1786; l'Arquebuse, liquore digestivo di origine francese, prodotto a Carmagnola dai Frati Maristi fin dal 1903 mediante distillazione del liquido ottenuto dalla macerazione in alcool etilico di 33 erbe, in parte secche e in parte fresche. Durante la lavorazione non viene aggiunto zucchero. Il successivo invecchiamento in botti di rovere conferisce all'arquebuse la caratteristica colorazione paglierina; il Barolo chinato, vino speciale a base di Barolo Docg aromatizzato per macerazione con corteccia di china calissaia, radice di rabarbaro e di genziana con aggiunta di cardamomo ed altre spezie. Creato ad Asti nel 1891 da Giulio Cocchi che iniziò la produzione in quegli anni; il Ratafià, liquore prodotto per miscelazione del succo di ciliegie nere in soluzione idroalcoolica, zucchero e aromi, gradazione alcolica 26% Vol.; il Sërpoul, liquore tipico della Val Pellice, ottenuto dalla macerazione in alcool delle sommità fiorite del timo serpillo (spontaneo, sezionato e raccolto sulle Alpi Cozie tra i 1500 e i 2600 metri), con successiva aggiunta di soluzione zuccherina.