Le strade del vino

Le Strade del Vino sono itinerari all'interno di territori ad elevata produzione vinicola caratterizzati da importanti attrattive culturali, storiche e naturalistiche. Le Strade del Vino in Piemonte consentono, quindi, al turista, di visitare cantine e aziende vinicole tra le più famose del mondo tra paesaggi incontaminati. Le Strade del Vino, in Italia, sono disciplinate dalla legge nazionale 27/7/1999 n. 268. La Regione Piemonte ha dato attuazione a tale legge con la L.R. n. 20 del 1999 “Disciplina dei distretti del vino e delle strade del vino”, successivamente abrogata e sostituita dalla L.R. 29/2008 “Distretti rurali e distretti agroalimentari di qualità” che ne ha assorbito i compiti per normare anche le Strade del vino. Attualmente le Strade del Vino riconosciute in Piemonte sono 7.

Strada del Barolo e grandi Vini di Langa

La Strada del Barolo e grandi vini di Langa è un percorso segnalato che attraversa le colline della Langa del Barolo, abbraccia le cantine produttrici e le aziende agricole per offrire ai turisti la possibilità di incontrare il “re” dei vini nei luoghi della sua produzione. Il progetto, nato nel 2006, è realizzato dall’Unione di Comuni “Colline di Langa e del Barolo” e dall’Enoteca regionale del Barolo con l’approvazione della Regione Piemonte e del Distretto dei Vini “Langhe Roero e Monferrato”. La Strada del Barolo e dei grandi vini di Langa mette in mostra la ricchezza enogastronomica, culturale, architettonica e ambientale del territorio della Langa di Barolo.

La Strada del Barolo e grandi vini di Langa è un appassionante viaggio nel cuore e nello spirito delle Langhe: protagonista indiscusso il vino, ma sullo sfondo emergono in contrappunto il patrimonio di cultura e tradizioni. La Strada unisce i comuni di Alba, Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d’Alba, Dogliani, Grinzane Cavour, La Morra, Monchiero, Monforte d’Alba, Montelupo Albese, Novello, Roddi, Roddino, Rodello, Serralunga d’Alba, Sinio e Verduno: uno degli scenari più affascinanti che il territorio piemontese possa offrire, luogo d’origine di alcuni fra i rossi piemontesi più noti al mondo.

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Strada del Vino Alto Monferrato

Terra di scenari variopinti, l'Alto Monferrato dà il meglio di se in autunno quando le vigne si infuocano e l'inebriante profumo del tartufo invade le strade di borghi e contrade. La via del vino che attraversa l'Alto Monferrato percorre tre vaste aree geografiche, distinte tra loro per profilo ambientale e storico-culturale, ma accomunate da una grande tradizione enologica. Testimoni d'eccezione sono il Brachetto d'Acqui, il Gavi, il Moscato d'Asti, il Dolcetto di Ovada, il Dolcetto d'Acqui, il Barbera del Monferrato, il Cortese dell'Alto Monferrato, il Dolcetto di Ovada e il Dolcetto d'Acqui, che i vignaioli della zona producono con orgoglio e passione.

L'area Acquese, situata nella fascia ovest dell'Alto Monferrato è la zona di più intensa coltivazione della vite con due produzioni enologiche di assoluto pregio organolettico quali il Brachetto D'Acqui e il Moscato d'Asti. Quest'area si caratterizza per la presenza di numerose città storiche di influenza soprattutto romana e barocca, tra le quali Castelnuovo Bormida, Cassine e Acqui Terme sono certamente delle tappe immancabili. Castelnuovo Bormida si segnala in particolare per la suggestiva partita a scacchi vivente, che ogni anno, il terzo sabato di luglio, vede un gran sfoggio di costumi medievali nella splendida dimora principesca che domina la città.

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Strada del Vino Astesana

Astesana è il nome storico di un territorio specializzato nella produzione di vini, spumanti, grappe e dotato di una solida tradizione gastronomica. La Strada del Vino opera dal 2000 rappresentando 52 Comuni a sud di Asti e più di 200 imprenditori. Quando si esce da Asti verso Sud si entra in Astesana, una terra molto antica con decine di castelli a testimonianza di tante piccole capitali e di tante casate illustri. Astesana è la parte più feconda della provincia di Asti; oltre 50 paesi e città a pochissima distanza mediamente da 3 a 5 km tra di loro sono un invito alle passeggiate. La Strada del Vino ha preso il vecchio nome di Astesana e lo ha messo a tutela di otto percorsi, tutti condotti attraverso strade secondarie e tranquille, grandemente panoramiche, sulla cresta delle colline, che qui chiamano “le colline della qualità”. Canelli è la città in cui duecento anni fa è stato inventato lo spumante italiano e soprattutto lo spumante aromatico “Asti”.

I comuni interessati da questo percorso sono: Calosso, Canelli, Cassinasco, Castiglione Tinella, Loazzolo, Moasca, San Marzano Oliveto.

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Strada del Vino Colli Tortonesi

La recente Strada del Vino dei colli Tortonesi consente di conoscere la provincia di Asti, terra del Barbera e del Grignolino, e la zona dei colli della provincia di Alessandria. Con una superficie doc di 1096 ettari e un totale vitato di 1800 ha, le soleggiate dorsali collinari a sud-est di Tortona costituiscono per estensione la terza area coltivata a vite della Provincia di Alessandria.

I percorsi suggeriti ai visitatori li coinvolgeranno in un'atmosfera autentica e magica in questo territorio ancora poco conosciuto ma ricco di beni culturali, di scorci mozzafiato, di vini e cibi prelibati. Si tratta di un vasto e lungo tragitto, suddiviso in quattro percorsi, che permette di visitare le numerose e rare attrattive di natura storica e culturale che testimoniano la ricca storia del territorio.

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Strada del Vino Dogliani

Il percorso parte da Verduno, la "sentinella" delle Langhe: il suo Belvedere, sulla sommità del paese, è uno dei punti panoramici più spettacolari e romantici dell'intero territorio. Ma Verduno è anche bellezza architettonica che si fonde con i grandi vini: il suo maniero settecentesco, di scuola juvarriana, è testimone della nascita di uno dei primi Barolo della storia. Da Verduno si sale verso La Morra, una delle capitali riconosciute del Barolo. L'antica via maestra sale ripida verso il centro e raggiunge il Belvedere: una grandiosa balconata protesa sulle Langhe e sulle Alpi, che offre uno spettacolo superbo e senza paragoni. Mezzo Piemonte si distende davanti al visitatore, in un susseguirsi senza fine di colline punteggiate da borgate, castelli e torri emergenti dai vigneti. Da La Morra, percorrendo la panoramica provinciale per Barolo, si giunge a Vergne per seguire un singolare itinerario alla scoperta di alcuni murales, con tema gli "Aspetti della vita contadina", realizzati da pittori di Langa. In breve si raggiunge poi Novello, un bel paesino di poche case appollaiate sulla collina, che custodiscono piccoli gioielli barocchi: la porta della torre medievale, ora campanile della parrocchiale di San Michele Arcangelo (1761-1783) e la facciata della chiesa della Confraternita di san Giovanni Battista.

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Strada del Vino Monferrato Astigiano

Il paesaggio monferrino – che oggi alterna vigne, campi, boschi e prati, comprese molte tartufaie specializzate – si snoda in un crescendo di filari sulle marne e sui tufi della storia. Qui tutte le stagioni consentono di sognare, incorniciando l’orizzonte con le maestose visioni delle Alpi, che appaiono vicinissime. L’itinerario di questa Strada del Vino disegna quattro aree tematiche, attraverso cui il visitatore può conoscere e gustare i prodotti tipici, la natura e la storia del Monferrato Astigiano.

Colline Alfieri: Sono dieci i Comuni di quest’area che, però, si caratterizza per le sue peculiarità: Cantarana è il paese delle acque potabili che ospita la sede dell’acquedotto comunale di Asti; San Martino Alfieri presenta una delle più belle regge piemontesi, opera di Benedetto Alfieri, lungo lo storico itinerario Asti-Alba che conta anche i castelli residenziali di Govone e Guarene. Degna di nota, la semplice dimora fatta costruire da Giuseppe Garibaldi nella frazione Saracchi, luogo natale della moglie Francesca Armosino. Una lapide commemora tutt’oggi quel gesto di gratitudine e riconoscenza verso colei che, prima di essere sua legittima consorte, gli era stata amorevolmente al fianco rischiarando i dolori con le tre gioie più grandi: Clelia, Teresita e Manlio.

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Strada Reale dei Vini Torinesi

Il percorso è individuato dalle emergenze storiche, paesaggistiche e produttive del territorio torinese e percorre, anche se con la discontinuità determinata dai tratti di pianura, le quattro aree viticole provinciali: il Pinerolese, la Collina torinese, la Val Susa e il Canavese.

Pinerolo, testimone delle vicende dei principi Savoia-Acaja e Città della Cavalleria, è da esplorare passeggiando fra portici, musei e palazzi. Girovagando nelle campagne si trova la singolare Rocca di Cavour sul cui promontorio sono state rinvenute antichissime testimonianze di presenza umana. La corona di montagne si apre verso la Val Chisone dove, a Fenestrelle, si incontra la struttura fortificata più ampia d’Europa. Le vicende dei Valdesi segnano la Val Pellice: musei e luoghi di culto ma anche gustose ricette ne sono la coinvolgente testimonianza. La selvaggia Val Germanasca è meta di scenografiche escursioni e di originali viaggi nella storica miniera di talco. A Frossasco il Museo del Gusto offre un percorso di visita e conoscenza dei prodotti tipici e delle eccellenze del territorio, fra tradizione e gusto contemporaneo.

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