Frutta e ortaggi

La frutta è un alimento fondamentale, come la verdura, per mantenere un giusto apporto di vitamine, sali minerali e fibre. Le proprietà della frutta permettono, se consumata in modo corretto e regolarmente, di alimentarsi in modo sano ed equilibrato. Per secoli l’uomo si è nutrito secondo i cicli naturali delle stagioni, il nostro organismo, al cambiare della temperatura e delle condizioni ambientali, cambia le sue esigenze e le sue necessità che possono essere perfettamente soddisfatte dagli alimenti di stagione. Alcuni esempi aiutano a comprendere questa importante necessità per il nostro organismo. Come si potrebbe sopportare il calore provocato dal solleone senza l’abbondanza della frutta e degli ortaggi estivi, prevalentemente composti da acqua e da sali minerali, e cosa c’è di meglio di alcune delle sostanze contenute nella frutta primaverile (ad esempio gli acidi organici della Fragola), per facilitare i processi depurativi che spontaneamente il corpo mette in atto nel passaggio dalla stagione fredda a quella temperata.

La ricchezza della realtà ortofrutticola piemontese è rappresentata dalla sua biodiversità e dai circa 90 prodotti agroalimentari tradizionali. I prodotti di punta del Piemonte sono kiwi, mele, pesche e pere. Il kiwi in particolare, di cui il Piemonte è il secondo produttore in Italia dopo l’Emilia Romagna, è il prodotto maggiormente esportato sui mercati esteri. Numerose le produzioni IGP, come la Nocciola del Piemonte, la Castagna di Cuneo, il Marrone della Valle di Susa, la Mela Rossa di Cuneo

L'Actinidia di Cuneo, comunemente conosciuta con il nome di kiwi, appartiene principalmente alla varietà Hayward. Si producono nel periodo tra ottobre e novembre nel territorio della provincia di Cuneo, dove è stata introdotta nel 1974, anno in cui furono messe a dimora 1.900 piante principalmente in tre aziende di Verzuolo. Negli anni successivi si diffuse rapidamente negli areali che occupa attualmente.

La Nocciola del Piemonte IGP è la varietà Tonda Gentile delle Langhe. Ha forma sferica, guscio spesso, di color marrone chiaro non omogeneo e leggermente opaco; il frutto è tondeggiante, ricoperto di buccia spessa ma facilmente eliminabile con la tostatura; ha profumo e sapore finissimi con delicate note dolci. La Nocciola, prodotta in maniera rilevante a partire dalla fine dell’Ottocento, è molto richiesta dall’industria dolciaria, dove è impiegata intera nella preparazione di cioccolati, in granella per ottenerne cioccolatini e gianduiotti, o ancora in pasta per creme da spalmare. La produzione è concentrata nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria, in un areale compreso tra le colline delle Langhe, del Roero e del Monferrato.

La zona di produzione delle Castagne Cuneo IGP comprende circa 110 comuni della provincia di Cuneo. Tutte le operazioni di cernita, calibratura, trattamento, conservazione dei frutti, devono avvenire nella zona di produzione.  Nella provincia di Cuneo i primi riferimenti al castagno si attestano addirittura verso la fine del XII secolo Il mercato più significativo, fin dal 1500 era proprio quello di Cuneo tanto da divenire un mercato di fama europea ma anche di altri Paesi, quali gli Stati Uniti e l'Argentina. I castagneti da cui si ottengono le Castagne Cuneo IGP sono situati a quote non troppo elevate (da 200 a 1000 m s.l.m.) in posizioni soleggiate e riparate dal vento. Prodotto raccolto dai primi di settembre alla fine di novembre, molto utilizzato anche per la produzione di farina, va conservato in luoghi freschi ed asciutti. Frutto ricco di carboidrati e di zuccheri, di valore nutritivo pari a quello del pane, fu l'alimento principale per le popolazioni montane e ne condizionò l'economia e la vita.

Marrone della Val di Susa IGP. Da duemila anni in Valle di Susa si coltivano castagneti da frutto. Nel Medioevo il castagno ebbe un ruolo fondamentale nell'economia locale: i frutti per il consumo alimentare, il legno come materiale da costruzione o come combustibile, i fiori per la produzione di miele, le foglie per il letto del bestiame, il tannino per la concia delle pelli e come tintura. La denominazione Marrone della Valle di Susa indica il frutto ottenuto da 5 ecotipi locali correntemente indicati con il nome del comune di provenienza: Marrone di San Giorio di Susa, Marrone di Meana di Susa, Marrone di Sant’Antonino di Susa, Marrone di Bruzolo e Marrone di Villar Focchiardo. La zona di produzione comprende l'intero territorio dei seguenti comuni in provincia di Torino: Almese, Avigliana, Borgone Susa, Bruzolo, Bussoleno, Caprie, Chianocco, Chiomonte, Chiusa San Michele, Condove, Exilles, Giaglione, Gravere, Mattie, Meana di Susa, Mompantero, Novalesa, Rubiana, Salbertrand, San Didero, San Giorio di Susa, Sant’Ambrogio di Torino, Sant’Antonino di Susa, Susa, Vaie, Venaus, Villar Dora, Villar Focchiardo e si caratterizza per il colore e la croccantezza della polpa, per il sapore dolce e profumato e per la pezzatura medio grossa: elementi che lo hanno reso un prodotto molto apprezzato sul mercato sia interno che estero. 

La mela denominata Mela Rossa Cuneo IGP viene prodotta utilizzando esclusivamente le seguenti varietà di mele e loro cloni: Red Delicious, Gala, Fuji, Braeburn. I frutti Mela Rossa Cuneo sono caratterizzati dall'estesa sovra colorazione rossa intensa della buccia e dalla sua tonalità particolarmente luminosa e brillante, dovuta alla condizioni climatiche particolarmente favorevoli con la formazione di brezze “di monte” a senso alternato mattino-sera le quali determinano l'ottenimento di questa particolare sovra colorazione che rende unica e riconoscibile la Mela Rossa Cuneo IGP. La zona di produzione della Mela Rossa Cuneo comprende i comuni situati in parte nella provincia di Cuneo ed in parte in quella di Torino ad un'altitudine compresa tra 280 e 650 m s.l.m.

L'Albicocca Tonda di Costigliole è una varietà considerata autoctona in quanto se ne segnala la presenza da tempo immemorabile. La prima documentazione che attesta la storicità della coltivazione di albicocco nel Saluzzese è contenuta nell'opera di Giovanni Eandi che, nel 1835, compilando la sua Statistica della provincia di Saluzzo, quantifica la produttività delle specie arboree da frutto allora coltivate. Cita espressamente l'albicocco, distinguendo la produzione "di collina" (da 2 a 4 rubbi per pianta) da quella "di pianura" (da 3 a 6 rubbi). La zona di coltivazione si estende dal comune di Busca fino al comune di Saluzzo in provincia di Cuneo ad un'altitudine di 400 / 500 m s.l.m.

Da nominare poi l’Amarena di Trofarello, la Ciliegia Bella di Garbagna, la Ciliegia Precoce di Rivarone e le Ciliegie di Pecetto, oltre ad una vasta produzione di Pere, Fragole, Meloni.

Tra gli ortaggi il Piemonte vanta, oltre a tanti altri prodotti, alcune varietà autoctone molto pregiate, quali il Peperone di Carmagnola e il Cardo gobbo di Nizza Monferrato.

Commercializzato in tutta Italia ed esportato all’estero, il tipico Peperone di Carmagnola è il vanto dell’economia agricola locale. La zona di produzione comprende il carmagnolese ed alcuni comuni della provincia di Cuneo. All'inizio del secolo scorso la specie trovò nell'area carmagnolese, un ambiente pedoclimatico particolare; vennero selezionate varietà autoctone e si ebbe una produzione di elevata qualità che assunse, col tempo, un carattere industriale. 

Il cardo, ortaggio diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, ha trovato, nell’areale della Valle Belbo, tra Nizza Monferrato e Castelnuovo Belbo, le condizioni ideali per la coltivazione. Infatti, i terreni sabbiosi ed alluvionali, che costeggiano il fiume Belbo ed i suoi affluenti, consentono la produzione di cardi di eccellente qualità. L’area di produzione del Cardo Gobbo di Nizza Monferrato comprende Nizza Monferrato (Asti) ed i comuni limitrofi.

Tante sono ancora le varietà di prodotti orticoli tipici piemontesi, quali asparagi, cipolle, pomodori, melanzane, zucchini, cardi, patate, sedani, cavolfiori e verze.

In Piemonte inoltre si sta espandendo la coltura della frutta biologica da parte di molte aziende agricole. Fino a qualche anno fa la maggior parte della produzione biologica era destinata all’esportazione ma l’aumentato interesse dei cittadini verso un’alimentazione salubre ha spinto le aziende bio ad adeguarsi. Di conseguenza cominciano ad essere molte le imprese biologiche ad effettuare vendita diretta tramite uno spaccio aziendale e/o la consegna a domicilio dei prodotti bio.